La percentuale del peso corporeo rappresentata dal grasso aumenta con l’età e, nelle donne, aumenta a partire dal momento delle prime mestruazioni (menarca). All’età di 18 anni, le donne hanno normalmente una percentuale di grasso di circa il 26 % mentre, alla stessa età, i ragazzi ne hanno in media il 18 %. Tale accumulo di tessuto adiposo nelle donne è presumibilmente destinato a fornire energia per la gravidanza e per l’allattamento. Esso interessa in particolare quelle zone del corpo dove la maggior presenza di grasso fornisce la silhouette tipicamente femminile (fianchi, seno, addome, trocanteri o culottes de cheval) e che si va definendo proprio nel periodo che va dal menarca al raggiungimento della piena età fertile.
Proprio in questo periodo tende a manifestarsi la cellulite.
Le variazioni eccessive del peso, in aumento o in diminuzione, che le ragazze
possono raggiungere in questo periodo possono causare degli squilibri ormonali che conducono spesso a mancanza di ovulazione (amenorrea). Esiste, infatti, uno stretto legame tra il grasso e gli ormoni sessuali femminili (estrogeni).
All’interno del tessuto adiposo avviene la trasformazione degli androgeni (ormoni sessuali maschili) in estrogeni. Se il tessuto adiposo è scarso o in eccesso la trasformazione degli androgeni in estrogeni può essere scarsa o eccessiva provocando, in entrambi i casi, degli squilibri ormonali. Nelle donne gli androgeni sono prodotti in parte dal surrene e in parte dalla porzione stromale delle ovaia. I distretti di tessuto adiposo maggiormente interessati da questa trasformazione sono gli stessi che caratterizzano la silhouette della donna.
Esiste dunque una correlazione stretta tra estrogeni, grasso e cellulite.
Con il passare degli anni si assiste a delle modificazioni nella produzione ormonale, in senso riduttivo, con cambiamenti nell’equilibrio tra funzione endocrina e alimentazione. In particolare, nelle donne prossime alla menopausa, si ha una riduzione della funzione tiroidea che, a parità di calorie assunte, comporta un aumento del peso con particolare disposizione del grasso in zone che fino ad allora non erano interessate. L’addome, il tronco e le spalle, le braccia e la vita, possono cambiare aspetto, con modificazione dell’intera struttura corporea. Tali modificazioni saranno tanto più evidenti quanto maggiore sarà il disquilibrio tra la ridotta produzione ormonale e l’introito calorico.
Gli ormoni tiroidei. La loro riduzione produce un rallentamento del metabolismo degli zuccheri e dei grassi con aumento ponderale o con difficoltà a perdere peso. In questi casi, se non è presente un’attività sportiva in grado compensare le riduzioni metaboliche, introiti calorici lievemente in eccesso o ad alto contenuto di sodio e sostanze conservanti, conduce molto facilmente ad un rapido aumento del peso con notevole aumento della ritenzione di liquidi (si arriva a pesare anche due chili in più in un giorno).
Cosa avviene nelle donne a livello metabolico con il passare degli anni?
1.Si riduce la massa muscolare per motivi fisiologici (riduzione fisiologica di GH e IGF-1), per diete ipocaloriche inappropriate e per carente o nulla attività sportiva,
2.tale riduzione comporta una riduzione dei valori di metabolismo basale (calorie necessarie all’organismo per svolgere le sue funzioni vitali), anche per ridotta funzione della tiroide,
3.si ha un aumento del peso; nelle donne in menopausa (soprattutto se non in terapia sostitutiva con estrogeni) tale aumento compare in regioni del corpo non interessate in precedenza, mentre nelle donne in età fertile si può avere la comparsa di cellulite o il peggioramento di una cellulite già presente,
4.l’aumento del peso si accompagna ad aumento dei valori di insulina,
5.l’aumento dell’insulina induce un blocco sulla lipolisi (cessione del grasso di deposito) mentre favorisce la lipogenesi (accumulo dei grassi di deposito),
6.la capacità dell’organismo di mantenere il bilancio appropriato tra insulina e glucagone si riduce con l’età.
7.la presenza di zuccheri sempre disponibili fa si che l’organismo utilizzi questi e non i grassi a scopo energetico.
Appare chiaro che tale sequenza metabolica e dismetabolica può raggiungere quadri più o meno gravi, in base alla disposizione familiare dell’individuo che lo rende maggiormente suscettibile alle sequele negative di questa situazione.
In alcuni casi, la cellulite presente fin da giovani è il sintomo esteriore di quella che potrebbe diventare con l’età una patologia metabolica (diabete iperinsulinemico, ipercolesterolemia, ipertrigliceridemia) e cardiovascolare (ipertensione arteriosa, cardiopatie ischemiche).
Cosa facilità l’insorgenza di questa situazione?
1.Aumentato introito calorico,
2.alterata distribuzione delle calorie (quasi tutte a cena),
3.riduzione dell’attività fisica,
4.mancata distrazione dal cibo.
Avendo in mente la sequela di eventi descritta in precedenza, possiamo facilmente comprendere che introdurre nella nostra giornata una valida attività fisica (di quelle che ci fanno sudare, quelle sportive), consente di interrompere quel circolo vizioso. Perché:
1.aumenta il fabbisogno energetico,
2.si bruciano più zuccheri e si muovono i grassi di deposito,
3.si produce meno insulina perché il muscolo non necessita di insulina per utilizzare il glucosio,
4.si riduce l’effetto lipogenetico dell’insulina,
5.aumenta la produzione di GH (stimolato dall’attività sportiva),
6.aumenta la massa muscolare che contribuisce ad aumentare il metabolismo basale,
7.si perde peso,
8.scompare la cellulite.