Abbiamo detto che la cellulite si sviluppa su un terreno costituzionale predisposto da caratteristiche anatomiche, endocrine e metaboliche (che possono essere anche geneticamente determinate) sulle quali agiscono eventi scatenanti come l’alimentazione errata, il sovrappeso, la sedentarietà, le patologie venose e alcune terapie ormonali.
Per alcune di queste varianti è in gioco la componente familiare che è diversa da quella genetica, per esempio ci sono famiglie in cui tutti sono in sovrappeso non per la presenza di un particolare gene ma perché si seguono le stesse errate abitudini alimentari.
Vediamo quali sono e come agiscono i diversi fattori maggiormente in gioco nel determinare la cellulite.
Razza.
La razza bianca è la più predisposta. Principalmente sono colpite le popolazioni del Nord per motivazioni che vanno cercate in un differente regime alimentare in cui si prediligono grassi a discapito di carboidrati complessi e di vegetali e si eccede nel consumo di alcolici.
Familiarità.
Per la presenza di malattie endocrino-metaboliche ereditarie ma anche da errori nutrizionali comuni. Non possiamo dire che la cellulite sia ereditaria nel senso stretto del termine, quello che si eredita è il terreno familiare dove convivono errate abitudini alimentari e di igiene di vita che ne favoriscono l’insorgenza.
Squilibri ormonali.
Del rapporto tra cellulite e ormoni parleremo ampiamente nell’apposito capitolo (Endocrinologia della cellulite); esiste una sicura relazione tra la comparsa o il peggioramento della cellulite e alcuni squilibri ormonali, intesi non come vere patologie, ma come la ridotta funzione di alcune ghiandole come ad esempio la tiroide, il pancreas endocrino con l’aumentata produzione di insulina stimolata da un eccesso di zuccheri, l’assunzione terapeutica o contraccettiva di estroprogestinici, l’assunzione terapeutica di cortisonici o un’abnorme risposta surrenalica a vari stimoli stressanti.
In particolare, l’assunzione di estrogeni, sia per via terapeutica (volontaria) che per via alimentare (involontaria, negli alimenti di provenienza animale), provoca delle alterazioni tipiche caratterizzate da aumento del grasso corporeo, ritenzione di liquidi, aumento della permeabilità capillare e dei radicali liberi. Un utilizzo improprio di ormoni tiroidei e surrenalici provoca un aumento del catabolismo proteico con conseguente riduzione della massa muscolare ed ipotonia: la riduzione del tono muscolare (ipotonia) o della massa muscolare (sarcopenia), è causa importante di cellulite al pari del sovrappeso (Endocrinologia della cellulite).
Assunzione di estroprogestinici.
La pillola anticoncezionale è normalmente costituita da ormoni estrogeni e progesterone. E’ soprattutto agli estrogeni che viene imputato un effetto di rilasciamento sulle fibre elastiche e muscolari delle pareti dei vasi venosi e linfatici con perdita del tono e aumento della permeabilità capillare con fuoriuscita di liquido nello spazio intercellulare. Al progesterone è imputabile la maggior ritenzione di sodio e di acqua. In alcune donne l’assunzione della pillola estroprogestinica scatena la comparsa della cellulite.
Disordini alimentari.
Anche questo tema sarà sviluppato ampiamente in seguito, in considerazione dello stretto legame tra alimentazione, benessere e cellulite, passando per il mantenimento dell’equilibrio tra corretta alimentazione e funzione ormonale.
In particolare, i disordini più frequenti sono quelli caratterizzati da eccesso di zuccheri semplici e grassi e da riduzione di fibre, frutta e verdura. Si utilizzano sempre più spesso alimenti con conservanti, ricchi di sodio, che provocano la ritenzione di liquidi che, prima o poi, favorirà l’edema interstiziale e il lipolinfedema o la lipodistrofia.
In questi casi, l’aumento dei liquidi interstiziali, spesso unita all’aumento del grasso, interferisce con gli scambi nutritivi provocando una riduzione della funzione cellulare e l’innesco di processi di alterazione tessutale. Più il grasso aumenta, più esso si allontana dalla circolazione e meno ossigeno arriva alle cellule adipose. Nelle regioni interessate dalla cellulite, la coesistenza di problemi del microcircolo venoso e linfatico scatenano i presupposti per la comparsa di cellulite.
Inoltre, le diete alimentari non corrette, quelle sbilanciate e protratte per periodi eccessivi possono tutte condurre, per motivi diversi alla comparsa o ad un’esacerbazione della cellulite.
Le diete ipoproteiche possono causare la riduzione della presenza di proteine nel sangue con aumento della permeabilità capillare e stravaso di liquidi.
Le diete iperproteiche se non bilanciate da un sufficiente apporto di verdura e frutta comportano un’acidificazione dei liquidi biologici (vedi: Difendersi con la dieta giusta) e dei compartimenti dove avvengono importanti reazioni metaboliche.
Le diete ipocaloriche eccessive o protratte possono provocare una perdita del tono muscolare e, in alcuni casi, delle modificazioni ormonali che peggiorano la cellulite.
In tutti i casi, gli estremismi dietetici possono condurre a importanti modificazioni dei ritmi e della funzione intestinale con riduzione della sua funzione, peggioramento dell’aspetto cutaneo e peggioramento della ritenzione nelle regioni inferiori del corpo.
Alterazioni dell’apparato digerente: stipsi.
La stipsi provoca un ristagno di feci nell’ampolla rettale con conseguente dilatazione del sigma (porzione del colon che precede il retto) e sensazione di disagio e di gonfiore che in alcuni casi si ripercuote a livello psichico (malessere aspecifico, irritabilità, svogliatezza, difficoltà nella pratica sportiva, ecc) e organico (gonfiore alle gambe per ostacolo al deflusso venoso e linfatico). La stipsi peggiora la cellulite.
Alterazioni dell’apparato intestinale: disbiosi.
Si tratta di una particolare forma di alterazione della funzione intestinale dovuta alla variazione della flora microbica intestinale fisiologica che viene sostituita da germi patogeni. Essa può condurre ad un blocco funzionale del tessuto linfatico presente nella mucosa intestinale. La conseguenza di tale disfunzione risulta in una incompleta eliminazione di tossine di provenienza alimentare che, in tal modo, vanno a depositarsi nella matrice interstiziale con conseguente limitazione alle fisiologiche funzioni intestinali. Sono sempre più numerosi i lavori scientifici che sottolineano l’importanza di una corretta funzione intestinale per il buon funzionamento dell’intero organismo anche in virtù di un’attività simil ormonale propria di alcune regioni intestinali che sono in grado di produrre sostanze secretagoghe la cui funzione è quella di stimolare in modo fisiologico la produzione di ormoni ipofisari. Tra queste sostanze la ghrelina, per esempio, stimola il rilascio del hGH ipofisario. La ridotta funzione intestinale è in grado di peggiorare la cellulite.
Errori della postura.
Se la postura e cioè il modo di stare in piedi o di camminare non è corretto, si possono creare delle anomalie nella distribuzione del carico del peso corporeo in grado di ripercuotersi sul tessuto sottocutaneo deformandone le fasce connettivali di sostegno in particolare di quelle zone del corpo su cui maggiormente incide il carico (anche, ginocchia, arti inferiori).
Stile di vita.
Dovrebbe prevedere un giusto equilibrio tra l’alimentazione, l’attività fisica, lo sforzo lavorativo sia fisico che mentale nonché un adeguato riposo, cercando di limitare le cause di stress che, agendo sull’umore, possono indurre ad abusi alimentari o farmacologici (sintomi da stress). Se tutto ciò non è facilmente realizzabile nel quotidiano, non è detto che non si possa provare a modificare il proprio stile di vita partendo da piccoli accorgimenti che, con il tempo, verrebbero recepiti come sane abitudini.
Compressioni esterne.
Non solo indumenti eccessivamente stretti, ma anche tanto tempo seduti o con le gambe accavallate, sono compressioni che possono rallentare il deflusso venoso e creare i presupposti per la cellulite.
Tabagismo.
Il fumo di sigarette produce alla lunga una rigidità della parete delle arterie con riduzione dell’arrivo di ossigeno in periferia e relativa ipossia dei tessuti e riduzione della lipolisi (scissione dei grassi); inoltre favorisce la produzione dei radicali liberi in grado di provocare un danno alla parete dei piccoli vasi e alla membrana degli adipociti che, in tal modo, diviene insensibile agli stimoli lipolitici (vedi: Cellulite le novità).
Umore.
Le alterazioni dell’umore, in particolare la sua riduzione, provocano errori alimentari (soprattutto eccesso di zuccheri semplici) e di stile di vita, quindi facilitano la cellulite.
Anche la carenza di una gratificazione sessuale può formare delle lacune nella psicologia dell’individuo che vengono poi colmate con eccessi alimentari riparatori (vedi: Stress e cellulite).