I minerali e la cellulite

Non alimentarsi adeguatamente durante la giornata provoca anche un ridotto apporto di quelli che vengono definiti micronutrienti: vitamine, minerali, enzimi.
Questa carenza non è abbastanza valutata da coloro che cercano di migliorare l’aspetto fisico magari con diete fai da te e ginnastica. Mentre si è molto attenti al peso, che si utilizza come unico parametro di efficacia di tali iniziative, meno attenzione si presta a ciò che, meno visibile e misurabile, accade all’interno del nostro organismo ed in particolare alla salute delle cellule dei nostri tessuti.
Per una corretta funzione cellulare e per evitare una loro veloce distruzione: in pratica, per rallentare il processo di invecchiamento e, dunque, poter vivere più a lungo e in salute, occorre fornire il giusto nutrimento alle cellule. Più drasticamente voglio dire che durante i tentativi di vedersi più magre, con meno cellulite e con meno peso, se non si presta attenzione e non si è seguiti da uno specialista che sappia vedere la globalità della funzione cellulare il rischio è di far invecchiare più velocemente le cellule, i tessuti a cui le cellule appartengono e tutto il nostro organismo.
Una delle cause di malessere cellulare è rappresentato dal non fornire all’organismo i micronutrienti necessari. Le cellule adipose delle zone interessate dalla cellulite sono cellule invecchiate, come invecchiate sono le cellule dei tessuti muscolari e connettivali delle stesse zone.
Il primo passo deve dunque essere quello di curare questi tessuti e farli ritornare alla loro corretta funzione: la cellula adiposa libererà più facilmente i grassi al suo interno, la cellula muscolare riprenderà il suo tono e la struttura connettivale fornirà un adeguato sostegno.Ritorneremo più ampiamente a parlare di questi argomenti nel capitolo della terapia, in questo paragrafo vorrei accennare al ruolo importante del ferro, minerale spesso carente nelle donne che risultano facilmente anemiche tanto da risentirne anche fisicamente. Inoltre la carenza di ferro può peggiorare la cellulite. Il ferro entra nella costituzione dell’emoglobina, della mioglobina (proteina muscolare) e di diversi enzimi. Come tale svolge importanti funzioni tra cui quella di trasportare ossigeno ai tessuti. Il contenuto di ferro nell’organismo è di circa 3-4 gr.
Circa il 65% del ferro dell’organismo è presente nell’emoglobina, mentre il 10% è contenuto nella mioglobina. La quota rimanente è rappresentata principalmente dal ferro di deposito (ferritina ed emosiderina), mentre minime quantità sono contenute negli enzimi, nei citocromi e legate alla proteina di trasporto (transferrina).  Il mantenimento dell’equilbrio corporeo del ferro dipende dalla capacità di fornire il ferro necessario per l’organismo e rimpiazzare quello eliminato con le perdite fisiologiche (ciclo mestruale nella donna) o patologiche (ferite, sanguinamenti, emorragie).
Il mantenimento dell’equilibrio avviene a livello intestinale (duodeno e digiuno) dove l’assorbimento del ferro risentirà della presenza di ferro nell’organismo, nonché della condizione di buon funzionamento della mucosa intestinale e della presenza di altri elementi in grado di influire sull’assorbimento del ferro. Ad esempio, l’assorbimento del ferro contenuto nei cereali e nelle verdure è inferiore al 5%, ma può aumentare fino al 10-20% in presenza di cibi carnei o di acidi organici (es. l’acido citrico contenuto nel limone, l’acido ascorbico o vitamina C).
La maggior parte del ferro alimentare è contenuto nella carne, in alcuni tipi di pesce, nel tuorlo delle uova, nei legumi, in alcune verdure e in alcuni tipi di frutta (vedi tabella).Il ferro che però è più assorbibile è quello contenuto nei cibi carnei, dove è presente in una forma che di definisce ferro eme ed è più biodisponibile del ferro non eme presente negli altri alimenti (i cibi di origine vegetale contengono solo ferro non eme di cui ne viene assorbito solo una minima parte).Gran parte del ferro assorbito dalla mucosa intestinale non viene ceduto al sangue ma resta a fornire ferro di deposito sotto forma di ferritina; la riduzione dei valori di ferritina è il primo segnale di un impoverimento di ferro dell’organismo.