L’utilizzo terapeutico della melatonina trova i suoi presupposti teorici proprio nel ruolo che determinati ritmi biologici alterandosi possano condurre ad un mal funzionamento di tutto l’assetto ghiandolare. La melatonina, prodotta dalla epifisi o ghiandola pineale, sembra avere proprio il ruolo di armonizzare i ritmi di produzione degli ormoni e la sua produzione stessa risente dei cambiamenti del ritmo notturno di luce oscurità e di sonno veglia. Per prima utilizzata in coloro che per lavoro erano sottoposti a repentini e continui cambiamenti di fuso orario, la melatonina ha trovato negli ultimi tempi un largo riscontro essendo venduta in alcuni paesi come prodotto da banco e senza bisogno di alcuna prescrizione medica. A fronte di qualche miglioramento iniziale, non sempre riconducibile a chiari miglioramenti clinici, la terapia a lungo andare non raggiunge nessun significativo e sostanziale miglioramento. Alcuni recenti studi avanzano l’ipotesi che un eccesso di supplementazione della melatonina possa essere addirittura nociva provocando la ridotta produzione da parte della stessa ghiandola che produce la melatonina di un’altra sostanza ormonale, l’epitalamina. Per quanto ancora di significato sconosciuto, comunque è verosimile che uno sbilanciamento nella produzione di questi due ormoni non sia un fatto positivo per l’organismo. Il ruolo della melatonina rimane quello di aiutare la ripresa dei ritmi di produzione ormonali alterati dalla alterazione dei ritmi sonno veglia e luce oscurità.