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Sintomi più frequenti con la cellulite

1. Sensazione di stress e ansia.In questi casi può essere presente un aumento del valore di Cortisolo e Prolattina, una riduzione di DHEA e un aumento dei radicali liberi. La stimolazione prolungata ed eccessiva delle ghiandole surrenali, come risposta a continui stimoli stressanti (vedi: Stress e cellulite), conduce ad un decadimento delle condizioni di salute e ad una riduzione della risposta immunitaria.Da aggiungere al protocollo di base: DHEAS, catecolamine surrenali (nelle urine delle 24 ore).

2. Frequenti riduzioni dell’umore.La causa biochimica più comune della depressione correlata all’età è il decremento dei valori di alcuni neurotrasmettitori presenti nel cervello come la Serotonina e l’Acetilcolina (vedi: Stress e cellulite). La riduzione dei livelli di estrogeni e di progesterone può costituire un fattore importante nella genesi di alcune forme di depressione correlate al periodo della menopausa (vedi: Ormoni e cellulite).Da aggiungere: Serotonina,  Estradiolo, Progesterone (donne in età fertile), DHEAS, Estrone (donne in menopausa).

3. Aumento del peso corporeo e del grasso addominale.I cambiamenti nella composizione corporea che si hanno con il passare degli anni, sono dovuti alla riduzione della sensibilità all’insulina da parte dei recettori cellulari (vedi: Ormoni e cellulite, Età e cellulite), alla perdita della massa muscolare (metabolicamente più attiva), alla riduzione degli ormoni tiroidei (che hanno un ruolo più importante nelle donne) e alla riduzione di ormoni come il DHEA e l’HGH, tutti responsabili della riduzione della massa magra (vedi: Ormoni e cellulite, Età e cellulite).Da aggiungere: FT4, Tireoglobulina (TG), Anticorpi anti-TG, Anticorpi antiperossidasi.DHEAS (donne in menopausa).

4. Riduzione della memoria recente.Questa condizione è stata messa in relazione con aumento dei valori di Cortisolo e con la riduzione di alcuni neurotrasmettitori come la Serotonina e l’Acetlicolina. La riduzione di nutrienti importanti per la costituzione delle membrane dei neuroni come gli acidi grassi omega 3 e 6, conducono ad una riduzione della loro funzione e ad un generale decadimento della memoria.Fondamentale ripristinare un’alimentazione ricca di questi acidi grassi e povera di zuccheri semplici e grassi saturi.

5. Disturbi del sonno.Più frequente nelle meno giovani. In questi casi, oltre a svariati fattori (utilizzo di farmaci, alimentazione errata, ecc.), potrebbe essere in gioco la ridotta produzione di Melatonina che è direttamente correlata all’induzione del sonno e la cui produzione decade con l’età. La perdita dell’equilibrio tra i sistemi nervosi simpatico e parasimpatico, con il primo che predomina al mattino e il secondo alla sera, è la condizione maggiormente in causa nei problemi di sonno che si hanno con l’avanzare dell’età.Prima di intraprendere una terapia con induttori del sonno, potrebbe essere utile l’utilizzo dell’associazione di melatonina e 5-OH-triptofano, che rappresentano sostanze naturali.

6. Necessità di zuccheri e carboidrati.In questi casi è in gioco una riduzione repentina dei livelli di glucosio nel sangue. Le variazioni dei livelli glicemici risentono della presenza di insulina e della sensibilità dei recettori cellulari per l’insulina. Questa sensibilità si riduce con l’età e può comportare delle risposti alterate della produzione pancreatica di insulina (iperinsulinemia), non corrispondenti alle reali necessità glicemiche (ridotta tolleranza glucidica) che, in alcuni casi, comportano delle variazioni improvvise di tali livelli con ipoglicemie definite reattive (vedi: Ormoni e cellulite). In alcuni casi, ove vi sia una predisposizione genetica, il mantenimento di un peso in eccesso contribuisce a incrementare l’iperinsulinemia fino allo sviluppo della forma di diabete mellito alimentare.Da aggiungere: profilo glicemico, profilo insulinemico, emoglobina glicata.

7. Peggioramento della pelle con comparsa di rughe, secchezza e disidratazione.Alcune alterazioni della pelle, che possono conferirle un aspetto invecchiato, sono frequentemente correlate alla riduzione nella dieta di una dose appropriata di frutta e verdura; questi alimenti, infatti contengono sia sostanze ad elevato potere anti ossidante, sia un’elevata quota di acqua. La riduzione dell’apporto di liquidi o un’eccessiva dispersione (eccessiva esposizione ai raggi solari) è alla base della disidratazione che contribuisce a conferire alla pelle un aspetto non sano. Problemi infiammatori e allergici a livello intestinale, contribuiscono a peggiorare la qualità della pelle.

8. Modificazioni dell’umore.La riduzione dei livelli di serotonina è una delle cause più note di riduzione dell’umore (mild depression) di frequente riscontro tra le donne (vedi: Stress e cellulite).I farmaci maggiormente utilizzati in questi casi inducono, infatti, un aumento dei valori di serotonina. Lo stesso risultato è ottenuto con la ricerca di alimenti, dolci in particolare e la cioccolata soprattutto, che, aumentando i livelli di serotonina, migliorano il tono dell’umore. Questo vuol dire che esistono alcuni alimenti che se ben dosati e ben distribuiti nella giornata, possono aumentare i livelli di serotonina in maniera fisiologica.

9. Vampate, sudorazioni notturne e instabilità emotiva.Rappresentano i sintomi tipici della menopausa e sono dovuti alla riduzione e alle variazioni dei 3 differenti tipi di estrogeni (Estradiolo, Estriolo, Estrone), del progesterone e all’aumento delle gonadotropine ipofisarie LH e FSH (vedi: Ormoni e cellulite).

10. Riduzione del desiderio sessuale nella donna.Il concetto di desiderio sessuale, soprattutto per la donna, riguarda una serie di variabili del tutto peculiari al mondo interiore femminile che lo rendono molto più complesso di quello dell’uomo e meno facilmente risolvibile con terapie farmacologiche. In questa sede, comunque, ci atteniamo alle cause ormonali che causano la riduzione del desiderio e che fanno riferimento alle modificazioni dell’assetto estrogenico che si hanno in alcune fasi della vita di una donna. La somministrazione della pillola estroprogestinica, durante la fase fertile, è uno di questi momenti dove la riduzione del desiderio rappresenta uno dei fenomeni collaterali indesiderati. Nella menopausa, quando non vi sia stata l’asportazione chirurgica delle ovaie, la riduzione della produzione estrogenica (estradiolo in particolare) non giustifica alcuna riduzione del desiderio, anzi la produzione ormonale da parte dello stroma ovarico comporta un aumento dei livelli di androgeni che può esaltare la libido.Negli altri casi è possibile supplementare la carenza ormonale con la somministrazione di precursori come il pregnenolone o il DHEA.In ogni caso sarà tra poco possibile utilizzare (negli Stati Uniti è già disponibile) un prodotto a base di vasodilatatori (alprostadil) che, sotto forma di crema vaginale, è in grado di aumentare il flusso arterioso clitorideo al pari di quanto già avviene per la stimolazione del tessuto erettile negli uomini.

11.Riduzione del desiderio sessuale nell’uomo.Ne parlo in quanto potrebbe essere il ridotto desiderio dell’uomo nei confronti della propria compagna a causare motivo di disagio nella paziente con cellulite. Sebbene meno articolato rispetto al desiderio sessuale femminile, il concetto di libido ha nell’uomo un effetto boomerang rappresentato dal fatto che la manifestazione del desiderio sessuale è in questi casi……visibile. Gli uomini non possono nascondere il loro desiderio e, allo stesso modo, non possono simularlo. La riduzione della capacità di avere erezioni valide, sebbene non sia sempre dovuta ad un calo del desiderio ma spesso a cause circolatorie (arteriosclerosi, diabete, fumo, ipertensione) è essa stessa motivo di desiderio ridotto inteso come sensazione di mancanza di quella spinta sessuale fornita dalla presenza di una valida erezione. L’afflusso ematico al pene e l’aumentata sensibilità che ne deriva è esso stesso stimolo sessuale. Le attuali terapie farmacologiche specifiche riescono a ripristinare una valida libido influendo sul maggior apporto arterioso al pene. Sono abbastanza rari i casi in cui la riduzione del desiderio sessuale è dovuta a riduzione del valore di testosterone. Questa eventualità va comunque considerata come anche va misurata la prolattina un cui aumento, come in caso di stress, può influire sulla produzione del testosterone.

12. Riduzione del tono muscolare.Rappresenta uno dei riscontri più frequenti durante la prima visita. La riduzione del tono muscolare, oltre a rappresentare un fattore estetico, è motivo di riduzione del metabolismo basale e di aumento del grasso corporeo, di insulina e rischio di malattie correlate. E’ uno dei più importanti parametri di cui teniamo conto, perché è proprio l’aumento della massa muscolare, relativo (per la riduzione del grasso) o assoluto, a rendere più facile il mantenimento del risultato raggiunto. Inoltre, l’aumento della massa muscolare e l’aumento del tono (attività sportiva) realizzano risultati estetici davvero notevoli (vedi: Risultati).

13. Dolori articolari e rigidità.Questi sintomi sono soprattutto frequenti in coloro che non praticano un’attività fisica adeguata o che hanno svolto un’attività sportiva logorante per alcune articolazioni o che hanno un aumento di produzione di sostanze infiammatorie come le prostaglandine e le interleukine e ormoni come il cortisolo che si accompagnano a malattie infiammatorie, spesso su base autoimmune (le donne sono più colpite), che colpiscono anche le articolazioni. La rigidità delle articolazioni è anche dovuta all’aumento di proteine glicate (processo che avviene in presenza di alti e prolungati valori di glicemia) che causano l’agglomerazione delle fibre collagene di tendini e legamenti riducendone la mobilità. Recenti studi dimostrano il ruolo in tale processo del NF Kappa B, fattore di trascrizione nucleare, in grado di far aumentare la produzione delle sostanze pro infiammatorie.

14. Influenze e raffreddori frequenti.La funzione del sistema immunitario di difesa si riduce con l’avanzare degli anni e rappresenta una delle possibili cause dell’invecchiamento. Tale riduzione rende più vulnerabili non solo agli agenti esterni ma anche a sostanze presenti nel nostro organismo (auto-immunità). Alla base di questa maggiore vulnerabilità vi è la riduzione della funzione delle cellule del sangue deputate alla difesa del nostro organismo (leucociti) oppure una loro abnorme funzione che si rivolge verso componenti propri del nostro organismo.Alcune di queste modificazioni riguardano il tratto gastrointestinale dove avviene l’assorbimento di composti molecolari allergizzanti e la produzione alterata di cellule di difesa.L’assunzione di anti-ossidanti nella dieta contribuisce ad aumentare le difesa immunitarie.
15. Familiarità ed alto rischio per tumore alla mammella.Tra i fattori che possono favorire l’insorgenza di tumore alla mammella è da sempre riconosciuto il fattore ormonale inteso come l’influenza che gli estrogeni hanno sull’attività proliferativa dell’epitelio ghiandolare mammario. Essi, lungi dall’essere responsabili del tumore al seno, rappresentano lo stimolo fisiologico ad uno sviluppo patologico dovuto ad alterazione dei meccanismi di controllo della crescita cellulare che sono determinati geneticamente ma a cui non sono estranei condizionamenti ambientali esterni. Da sempre è riconosciuta una differenza del ruolo dell’attività sessuale sul determinismo delle due forme di tumore più diffuse nelle donne: il carcinoma mammario, più frequente tra coloro che hanno scarsa o nulla attività sessuale e per il quale sembra avere un ruolo protettivo la gravidanza e il carcinoma dell’utero la cui frequenza sembra correlabile ad una più intensa attività sessuale, soprattutto dove sia presente anche una storia di infezioni sessuali ed in particolare da HPV. 




16. Perdita di energia e stanchezza cronica.Sono molte le cause di astenia, non tutte riconducibili a modificazioni organiche perché, spesso, le motivazioni possono essere psicologiche o relazionali.Sicuramente un quadro metabolico alterato, con una ridotta funzione del fegato, contribuisce a mantenere una situazione di astenia che in alcuni casi rende davvero difficile svolgere il normale lavoro. L’iperglicemia, le dislipidemie, le infezioni, le anemie sono alcuni dei parametri da valutare. Le condizioni ormonali più spesso in gioco riguardano la funzione tiroidea il cui alterato funzionamento può causare affaticamento cronico nell’ipotiroidismo e facile esaurimento di forze nell’ipertiroidismo. Una ridotta funzione epatica oltre a rappresentare essa stessa causa di astenia provoca la riduzione delle produzione di IGF-1 che è l’effettore periferico dell’azione dell’HGH.La sindrome da stanchezza cronica è la forma alquanto rara di astenia incompatibile con una normale attività giornaliera e non solo lavorativa: essa si manifesta anche nei giovani e sembra essere la conseguenza di una reazione abnorme dell’organismo ad una infezione virale.

17. Aumento del colesterolo e dei grassi nel sangue.Un aumento dei livelli ematici dei lipidi è riscontrabile soprattutto nelle donne meno giovani o con un evidente aumento del peso.Un aumento dei grassi in circolo, soprattutto il colesterolo, può essere messo in relazione alla ridotta funzione della tiroide (vedi: Ormoni e cellulite) che, spesso, si manifesta nel periodo della menopausa; in questi casi la ridotta presenza di ormoni tiroidei in circolo produce un rallentamento del metabolismo dei grassi con aumento dei valori ematici di colesterolo (LDL) e trigliceridi e con aumento del grasso corporeo che si dispone in regioni fino ad allora non interessate. Abbiamo approfondito, parlando di ormoni ed invecchiamento, il rapporto tra ridotta funzione ormonale, riduzione della massa muscolare, livelli di insulina, aumento di peso e aumento dei grassi e di come una valida attività fisica ed una corretta alimentazione siano in grado di migliorare tutti questi parametri.

18. Aumento della pressione arteriosa.Strettamente correlato all’aumento dei grassi nel sangue, nonché al fumo di sigarette, è il processo di indurimento delle arterie dovuto al danno che l’eccesso di grassi nel sangue produce alla parete delle arterie che, in tal modo, perdono la capacità di dilatarsi. Questa rigidità arteriosa ( pressione diastolica ) comporta un maggior sforzo da parte del cuore per consentire una buona velocità del sangue con conseguente aumento dei valori sistolici. Anche la funzione renale che con l’età può ridursi contribuisce al determinismo di alcuni tipi di ipertensione arteriosa attraverso la ridotta capacità filtrante o attraverso la produzione di Aldosterone, ormone surrenalico che causa un aumento del volume circolatorio e aumenta la rigidità delle arterie. In tutti questi casi la dieta rappresenta il cardine primo e principale della terapia anti ipertensiva. Occorre tener presente che un periodo di aumento dei valori pressori, abitualmente bassi, è di facile riscontro nelle prime fasi della post-menopausa; in questi casi, spesso, i valori si ristabiliscono facilmente con una dieta bilanciata ipolipidica ed iposodica.