Il rilasciamento cutaneo muscolare

Sembra pelle a buccia d’arancia, invece è un inestetismo che ha poco a che fare con la cellulite vera e propria. Per combatterla si devono usare altri sistemi: lidrolipoclasia, la ginnastica in acqua e la elettrostimolazione.

La cellulite è il vero incubo della popolazione femminile. Ma solo due donne su dieci soffrono veramente di gravi disturbi legati alla circolazione o ritenzione idrica. Per tutte le altre si tratta di un falso problema, o meglio di falsa cellulite. A trarre in inganno sarebbe una buonissima imitazione della vera cellulite, ma legata da altre cause. In questi casi l’aspetto disomogeneo della cute non è dovuto alle tipiche alterazioni cellulitiche, ma ad un rilassamento muscolare.

La falsa cellulite è favorita dallo stress prolungato, responsabile della contrazione dei muscoli della parte interna delle gambe e delle cosce, che a sua volta favorisce l’insorgere del fenomeno.

La falsa cellulite è connessa anche allo slittamento dei tessuti cutanei e sottocutanei verso il basso, che avviene per effetto della forza di gravità e dell’età.
Questa caduta, perciò, interessa soprattutto alcune zone somatiche come i glutei e la regione interna delle cosce e delle braccia e si verifica frequentemente dopo i 40 anni. Ma può comparire anche con buon anticipo, prima dei trent’anni, come una conseguenza di consistenti dimagrimenti
avvenuti in tempi rapidi. Un altro fattore che può concorrere allo scivolamento verso il basso dei tessuti è lo scarso tono muscolare, che si riscontra in tutte coloro che conducono vita troppo sedentaria.

La stretta somiglianza con la cellulite autentica può facilmente indurre in inganno una persona non esperta. Perciò molte donne finiscono per intervenire in modo sbagliato, ricorrendo a trattamenti estetici e fisioterapici non adatti. Infatti, i prodotti specifici contro la cellulite vera non sono efficaci contro la falsa cellulite. Anzi le cure anti-cellulite possono addirittura essere dannose per la salute e finire per aggravare la condizione, anziché risolvere i problemi. Perciò è molto meglio non ricorrere a delle cure fai da te, ma affidarsi ai precisi strumenti diagnostici dei centri medici o estetici, in grado di stabilire con certezza se si è in presenza o meno di pelle a buccia d’arancia e di prescrivere un trattamento idoneo alla propria situazione.

I normali prodotti anti-cellulite che si trovano in vendita nelle farmacie e profumerie sono considerati poco efficaci nella cura della falsa cellulite. È di gran lunga molto più utile tonificare gli arti e i glutei attraverso la ginnastica in acqua e una corretta alimentazione.
L’esercizio fisico in acqua è più produttivo e meno faticoso rispetto alla ginnastica praticata sulla terra ferma. Inoltre l’acqua, scorrendo sulla pelle, provoca l’alternarsi di tensione e di rilassamento nei tessuti. In questo modo stimola e riattiva le funzioni organiche. E’ importante anche adottare uno stile di vita più salutare e bere molta acqua o tisane per depurarsi e favorire la tonicità dei vasi sanguigni.

Un altro metodo per correggere il difetto causato dalla falsa cellulite nella zona dei glutei e dei fianchi è l’idrolipoclasia.
Viene utilizzo un apparecchio ad ultrasuoni che si applica con delle placche sulla pelle. Gli ultrasuoni destabilizzano le strutture cellulari e provocano la rottura del tessuto cellulitico. Ogni seduta di questo trattamento consente di ridurre di 2 cm la circonferenza della gamba. Infine anche l’elettrostimolazione viene utilizzata per tonificare selettivamente i muscoli rilassati nella “falsa cellulite”. Questo sistema restituisce tono alla pelle flaccida e riscalda la zona sovrastante il muscolo stimolato, favorendo la circolazione e lo scioglimento dei grassi.

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Le cause

La ritenzione idrica può essere definita come una patologia endocrina legata al metabolismo ed è caratterizzata dalla tumefazione dei tessuti molli, dovuta all’accumulo di liquidi negli spazi interstiziali, cioè quelle porzioni di tessuto che, stanno fra una cellula e l’altra; questi liquidi sono originati da una stasi nella circolazione, determinata da un’alterazione delle vie di trasporto dei liquidi circolanti nel nostro sistema venoso e in quello linfatico.

Il sistema venoso (insieme al l’arterioso) serve per il trasporto del sangue, mentre quello linfatico trasporta la linfa, che è un liquido incolore o biancastro, derivazione acquosa del sangue, che contiene proteine, grassi, linfociti (i globuli bianchi del sangue, che si formano nelle linfoghiandole e nella milza); la linfa circola nei vasi linfatici e negli spazi interstizìali dei tessuti. Il sistema linfatico è costituito quindi dal tessuto linfatico, dai linfonodi, dai vasi linfatici e dagli spazi linfatici interstiziali.

I due sistemi sono strettamente collegati, infatti ogni giorno nell’organismo vengono filtrati circa 20 litri di acqua e soluti: di questi circa 16 litri vengono riassorbiti dal sistema venoso, mentre i restanti 4 vanno a costituire la linfa. Vi è poi un passaggio di liquidi e soluti attraverso la membrana capillare dei vasi venosi, mediante un processo di diffusione negli spazi interstiziali dove, se il sistema presenta qualche anomalia, i liquidi possono ristagnare provocando gonfiori e edemi, cioè ritenzione idrica.

L’efficienza del sistema venoso gioca un ruolo importante nella ritenzione idrica e nella stasi degli arti inferiori, poiché, se le vene sono poco toniche a causa della ridotta elasticità delle pareti, le “valvole a nido di rondine”, così chiamate per la loro forma e servono a favorire il ritorno venoso, non hanno più una buona tenuta; a causa di ciò parte del sangue ristagna nelle vene, favorendo il trasudare di liquidi dall’interno delle vene verso gli spazi interstiziali, attraverso la porosità dei capillari; si instaura così una stasi venosa spesso localizzata agli arti inferiori e in particolare alle caviglie, con conseguente senso di peso, edemi, gambe pesanti, crampi muscolari, discromie cutanee (alterazioni della pigmentazione della pelle), talvolta dolore.

In quelle zone caratterizzate dalla presenza di tessuto adiposo ormonodipendente, come cosce e glutei, la ritenzione idrica provoca una patologia del pannicolo sottocutaneo, definita pannicolopatia-edemato-fibro-sclerotica, o anche dermo-ipodermosi se il problema è ancora al primo stadio, ma generalmente viene indicata più semplicemente col nome di cellulite; questo disturbo, se non viene curato con costanza, si aggrava con evidenti danni estetici, come la pelle a “buccia d’arancia” detta a “materasso” quando è particolarmente grave ed evidente il danno estetico; ma oltre che non gradevole alla vista, la cellulite può essere anche fastidiosa al tocco e alla pressione.
La ritenzione idrica può anche essere legata a momenti particolari della vita di ogni donna, come ad esempio il periodo premestruale, quando si faccia uso di contraccettivi orali, durante la menopausa, specie se si effettua la terapia ormonale sostitutiva.

I RIMEDI NATURALI

Esistono in natura molte piante che possono essere utili per combattere la ritenzione idrica, la cattiva circolazione e la cellulite, da sole o in associazione tra loro: fra esse ricordiamo senz’altro la Betulla, l’Orthosiphon (detto anche The di Giava), la Pilosella, l’Ananas, l’Ortica, l’Equiseto, il Tarassaco, il Vite rossa, l’ippocastano, l’Amamelide, la Centella asiatica, il Rusco, il Ginkgo. Tutte queste piante possono essere utili per combattere in modo naturale e dolcemente la ritenzione idrica, stimolando l’eliminazione dei liquidi in eccesso e migliorando l’elasticità delle vene e la loro tonicità

Anche i bioflavonoidi, attualmente oggetto di approfonditi studi e ricerche, rivestono grande importanza nella ritenzione idrica, soprattutto quella legata a cattiva circolazione, per il loro importante effetto antiossidante, fotoprotettivo e per la capacità di difendere la funzionalità del microcircolo. Particolare interesse rivestono i bioflavonoidi degli agrumi e la Rutina, un biofiavonoide presente nella frutta e nella verdura la cui prima estrazione venne fatta dalla Ruta graveolens, da cui il suo nome.

Queste piante vengono utilizzate sotto forma di integratori per uso interno, associati con creme o gel per uso esterno, da applicare quotidianamente subito appena alzati, possibilmente avendo conservato l’astuccio in frigorifero, perché l’applicazione del prodotto fresco da un immediato sollievo provocando subito una leggera vasocostrizione.
L’applicazione locale può essere effettuata anche 2 o 3 volte nella giornata, se lo si ritiene necessario.
Queste piante vengono usate per ottenere una sinergia di azione sulla ritenzione idrica come sintomo ma anche sul difetto di circolazione che, attraverso l’eccessiva porosità delle pareti venose, è causa del disturbo, per cui si ottiene un doppio vantaggio: avere un beneficio a breve termine, con le piante diuretiche che mirano a sgonfiare i tessuti e ad eliminare i fastidiosi disturbi legati a questo problema, sia a migliorare la circolazione venosa, agendo sull’elasticità e sul tono delle pareti venose, riducendone la porosità
con le piante specifiche; si effettua così una vera e propria prevenzione che porta benefici a lungo termine.

Naturalmente i trattamenti, sia quelli interni che si effettuano con integratori, sia quelli esterni con gel e creme, vanno ripetuti nel tempo, per evitare che il problema si ripresenti e diventi sempre più grave e quindi di difficile gestione. In genere si effettua un trattamento preventivo con dei cicli di un mese alternati a pause sempre di un mese, durante la stagione fredda, mentre durante i periodi più caldi, soprattutto durante l’estate, si può protrarre il trattamento in modo continuato, in modo da avere i massimi benefici proprio quando se ne sente maggiore esigenza, poiché il calore provoca una vasodilatazione che tende a peggiorare il disturbo.

E’ doveroso ricordare che le piante officinali dotate di attività diuretica possono avere un effetto di potenziamento dì farmaci diuretici di sintesi e antiipertensivi; inoltre sono controindicate in caso di insufficienza cardiaca o renale.