Com’è cambiata la bellezza?

IMG_AA889ANC12_ZZ_B_AA_2Sarà rivelato durante il convegno sulla bellezza che si svolgerà il 9 settembre il volto della ragazza che sintetizza i canoni dell’estetica femminile degli anni Duemila e, in particolare, proprio del 2010.

Lo studio, promosso dalla Società Italiana di Ortodonzia (SIDO), è stato fatto da ricercatori di tre università italiane che nei giorni scorsi hanno sottoposto le 60 finaliste di Miss Italia a misurazioni tridimensionali del volto con una metodica innovativa frutto di un PRIN (progetto di ricerca di rilevante interesse nazionale), metodica per la prima volta utilizzata su un gruppo di soggetti così rappresentativo della bellezza delle italiane.

Le candidate sono passate all’esame di molte giurie, ben diverse tra loro, dalle prime selezioni locali alle prefinali nazionali: un casting molto particolare per uno studio di interesse scientifico.
I ricercatori hanno individuato, per mezzo della fotogrammetria digitale 3D e la ricostruzione virtuale dell’intero volto, le caratteristiche antropometriche facciali della bellezza contemporanea.

Il convegno, che si svolgerà nel Palazzo dei Congressi, sarà condotto dalla giornalista Silvana Giacobini. Presenti il critico d’arte Vittorio Sgarbi, il sociologo Francesco Alberoni, il chirurgo estetico Marco Gasparotti, la storica del costume Michela De Giorgi, lo scrittore Sandro Mayer, giornalisti, medici.

I ricercatori impegnati a Salsomaggiore sono il prof. Raoul D’Alessio, Specialista in Ortognatodonzia, docente di Estetica facciale all’Università del Sacro Cuore di Roma; il prof. Roberto Deli, Ordinario, Primario di odontoiatria estetica e riabilitativa, Direttore del Dipartimento di Odontostomatologia del Policlinico Gemelli; il prof. Alberto Laino, Prof. Associato di Ortognatodonzia dell’Università di Napoli Federico II; l’ing. Luigi Maria Galantucci, Ordinario del Politecnico di Bari, responsabile del Laboratorio di Prototipazione Rapida e Riverse. Quest’ultimo ha messo a punto una metodica semplificata, simile a quelle che il cinema ha utilizzato per film come “Avatar”.

“Nel nostro lavoro -hanno commentato- abbiamo valutato se i parametri dell’Armonia Facciale, classici o moderni, trovano corrispondenza con la Bellezza percepita dal pubblico o dalle giurie. Il canone 2010 estetico scaturito dagli studi fotogrammetrici non ha dato solamente qualche parametro nuovo, ma apre orizzonti all’interpretazione dell’attrattività facciale contemporanea con possibili implicazioni diagnostiche e terapeutiche.

La novità consiste nell’aver effettuato un’analisi tridimensionale basata non solo su singoli punti, ma sulle superfici dell’intero volto umano. Tutti noi apprezziamo il nostro volto e quello degli altri prevalentemente nella visione a tre quarti, e non solo in una prospettiva bidimensionale. La valutazione tridimensionale ha permesso di svelare il mistero che ha sempre appassionato gli studiosi del volto umano”.

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