Le frontiere del Botulino

bottox-injectionBotox dalle mille risorse. Così pare. Al di là di una fronte più liscia, il Botulino si sta conquistando un ruolo nell’alleviare anche i mal di testa cronici. La
Food and Drugs Administration, l’ente americano che sovrintende alla sicurezza dei farmaci e dei cibi, ne ha dato il via libero all’uso negli Stati Uniti per
trattare certi tipi di emicranie croniche negli adulti. «In Italia abbiamo cominciato a studiarne l’uso dieci anni fa – ha ricordato Paolo Martelletti, direttore del Centro di Riferimento Regionale Cefalee dell’Ospedale Sant’Andrea in Roma – . Avevamo notato che alcune donne dopo essere state sottoposte a un trattamento con il botulino sembravano trovare sollievo nell’emicrania. Un’evenienza positiva anche perché le donne sono la maggior parte di quel 13% della popolazione che soffre di mal di testa sporadici. Coloro che invece soffrono di emicranie croniche sono il 4%». Nel momento in
cui arriverà il via libera per questo uso dall’Emea, l’ente europeo che sovrintende alla sicurezza dei farmaci, dovrebbero arrivare anche le autorizzazioni per gli altri Paesi, Italia compresa.

Per quanto riguarda l’uso estetico, recentemente è stato presentato un sondaggio scientifico sulle reazioni avverse da tossina botulinica di tipo A
nell’utilizzo estetico al Congresso Nazionale della Sicpre (Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica). In particolare il dottor
Pierfrancesco Cirillo, chirurgo plastico, ha presentato i risultati di un sondaggio effettuato sul territorio nazionale, in collaborazione con Maurizio Benci
e Carlo Bertana, dermatologi, allo scopo di rilevare e valutare le reazioni avverse.
Al questionario dello studio hanno risposto 147 medici, esperti nell’uso della tossina botulinica, chirurghi plastici, dermatologi e medici estetici.

Si legge negli atti del Congresso, che «gli effetti collaterali descritti nel questionario, costituito da 54 domande, sono tutti quelli che compaiono nella
letteratura scientifica relativa sia all’uso estetico sia a quello terapeutico (European Journal of Neurology, Aesthetic Surgery Journal, Dermatologic Surgery, Plastic and Reconstructive Surgery Journal, The Journal of Clinical and Aesthetic Dermatology) che, come e noto, sfrutta dosaggi estremamente più elevati di tossina botulinica, tuttavia le risposte sono state chieste solo in relazione all’esperienza con la tossina botulinica esclusivamente in campo estetico».

«L’indagine si è posta l’obiettivo di accertare il grado di sicurezza della tossina botulinica sul campo, una sorta di prova del nove su basi empiriche per affiancare i controlli delle autorità preposte alla vigilanza del farmaco.
I dati, che verranno pubblicati sulla rivista Aesthetic Plastic Surgery Journal, hanno evidenziato che le percentuali complessive di eventi avversi riscontrati sono notevolmente inferiori rispetto alle percentuali riportate dai lavori scientifici finora pubblicati».

Per riassumere:
«Non si e mai verificato alcun evento avverso grave e/o permanente. In particolare non si e verificato alcun caso di invalidità permanente o di morte».
«Gli eventi avversi più comuni riferiti nello studio consistono in fenomeni locali di non grave entità, transitori e reversibili, del tipo di reazioni irritative cutanee, dolore in sede di iniezione, ecchimosi, asimmetria, modesti sintomi oculari. La loro evenienza si collega alle specifiche modalità d’uso ed al meccanismo di azione della tossina botulinica o ad eventi fortuiti successivi al trattamento».
«Il numero di fiale di tossina botulinica utilizzato ogni anno dal campione di medici partecipanti allo studio e stimato in un range che va da 10.400 a 24.400 per anno (calcolando un anno lavorativo di 10 mesi)»

Concludono gli esperti:
«La tossina botulinica si conferma essere un farmaco caratterizzato da una notevole sicurezza di uso e soprattutto privo di effetti sistemici che possano minacciare la salute dei pazienti correttamente sottoposti al trattamento. Una gran parte degli effetti collaterali riportati consiste in modesti effetti locali,
caratterizzati dalla completa reversibilità in tempi molto brevi. Possono essere messi in relazione con diversi fattori, dal semplice fenomeno irritativo delle iniezioni in aree cruciali, indipendentemente dal fatto che la sostanza iniettata sia la tossina botulinica, alla variabilità della risposta biologica dei
pazienti trattati. Nessun effetto di questo tipo può essere messo in relazione con la tossicità sistemica o locale della tossina».

«Le percentuali di eventi avversi riportati sono notevolmente inferiori rispetto alle percentuali riportati da lavori scientifici pubblicati in anni precedenti, a dimostrazione del fatto che il migliore addestramento e un utilizzo esperto da parte dei medici fanno cadere la curva delle complicazioni».

Fonte: L a Stampa.it

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