Magre e seno rifatto

Dall’anno scorso si intravede un nuovo modello per la bellezza femminile. Appare nelle pubblicità degli stilisti più all’avanguardia e nelle trasmissioni televisive per i più giovani. Si tratta di un ibrido che è l’unione fra corpo molto magro ma sodo, androgino ed efebico, dotato però di un seno grande e compatto, labbra e zigomi scolpiti.
‘’Un modello difficile da ottenere se non con l’inserimento delle protesi’’ dichiara Marco Gasparotti, docente di chirurgia estetica all’università Tor Vergata di Roma, ‘’ma molto richiesto dalle nuove generazioni che vogliono essere magre ad ogni costo e che vale sia per le ragazze che per i ragazzi’’. Forse anche per questo l’età media di coloro che si rivolgono al chirurgo plastico
si sta abbassando notevolmente.

Negli Stati Uniti dal 1992 al 2000 le operazioni di mastoplastica additiva sono aumentate del quattrocentosettantasei per cento. Secondo i dati
dell’American Society of Plastic Surgeons si è passati infatti da trentaduemila operazioni a centoottantasettemila e ottocento. Dopo anni di incertezze
e timori circa la sicurezza nell’impiego delle protesi (negli Usa si impiegano i sacchetti di soluzione saline ed il silicone è vietato a scopo estetico) oggi la
mastoplastica additiva è, fra tutte le operazioni di chirurgia estetica, la più richiesta.

Cosa succede in Europa? Secondo una curiosa indagine, svolta dal Centro di tecnica e delle industrie di
abbigliamento parigine (Cetih) e presentata al salone della lingerie di Parigi appena concluso, il giropetto delle francesi è cresciuto e si avvicina alla media tedesca.
Sarebbe infatti passato da 85 centimetri di circonferenza nel 1977 ai 95 di oggi. Le cause della ‘’lievitazione’’ sembrano essere tre: l’uso della pillola
anticoncezionale, le nuove abitudini alimentari ed infine la maggiore quantità di interventi di chirurgia estetica al seno.

Cosa succede in Europa? Secondo una curiosa indagine, svolta dal Centro di tecnica e delle industrie di abbigliamento parigine (Cetih) e presentata al salone della lingerie di Parigi appena concluso, il giropetto delle francesi è cresciuto e si avvicina alla media tedesca. Sarebbe infatti passato da 85 centimetri di circonferenza nel 1977 ai 95 di oggi. Le cause della ‘’lievitazione’’ sembrano essere tre: l’uso della pillola anticoncezionale, le nuove abitudini alimentari ed infine la maggiore quantità di interventi di chirurgia estetica al seno.

In uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine lo scorso anno si legge che dal 1993 in poi circa 150 mila donne europee si sono sottoposte ad interventi di mastoplastica additiva. Ma a sentire i pareri dei chirurghi plastici sarebbero le italiane, in sieme alle spagnole, a sedersi sul trono delle più ‘’rifatte’’.
‘’Statistiche ufficiali europee non ce ne sono’’, commenta Nicolò Scuderi, direttore delle cattedra di chirurgia plastica all’università di Roma La Sapienza, ‘’Sono stati impostati degli appositi registri di controllo e monitoraggio storico, per volere dell’Unione europea, per ora in Italia si assiste ad un considerevole aumento della domanda. A parte le donne che si operano per malformazioni o dopo l’asportazione di un tumore al seno, le altre
lo fanno per essere più sicure ed affascinanti e sono la maggioranza.

‘’La chirurgia estetica al seno è molto più limitata nei paesi del nord Europa. Le francesi, le inglesi e le tedesche mostrano molto meno
scollature rigogliose e seni, rispetto alle italiane’’, l’opinione di Marco Gasparotti, docente di chirurgia estetica all’università Tor Vergata di Roma. Secondo l’esperto si tratta anche di un fattore geografico: ‘’E’ nei paesi più caldi che la chirurgia estetica ha un enorme successo’’, precisa Gasparotti, ‘’E’ al caldo e sotto il sole che ci si spoglia e si mostra più volentieri il corpo’’.

Il fascino delle altre donne europee risiede quindi altrove? Quale differenza culturale si evidenzia? Si tratta di nuova crisi di identità delle italiane? Risponde Gasparotti: ‘’In Italia si imitano i canoni estetici che arrivano dagli Stati Uniti e dal sud America, mentre i nostri gusti si discostano sempre più dalle bellezze dei paesi nord europei. Le donne nordiche sono bellissime, ma un po’ algide e catturano meno l’occhio dell’uomo perchè mostrano
meno’’.

Gli specialisti riferiscono che nel nostro paese, negli ultimi anni, non si contano più le attrici e le modelle che si rivolgono a loro per aumentare il proprio seno. E mostrandosi in televisione influenzano pesantemente i gusti e i canoni estetici. Un vero boom che contagia le giovani e le giovanissime che, con un seno più grande, ricercano maggiore sicurezza in se stesse.
Spiega Roberto Bracaglia, dirigente alla divisione di chirurgia plastica dell’università Cattolica di Roma: ‘’In Italia oltre alle giovanissime, sempre più numerose e soggette ai
nuovi modelli di riferimento propinati dalla televisione, ci sono le donne mature che, superati i 3540 anni, sono alla ricerca di una svolta e, dopo aver allattato i figli, vogliono vivere una seconda giovinezza e pensare a loro,
rifacendosi il seno’’.

Guardando il passato si evidenzia come la taglia del reggiseno ideale subisca continui mutamenti. ‘’Negli anni ‘70 le operazioni di mastoplastica additiva erano pochissime, mentre gli interventi di riduzione del seno erano i più richiesti’’, precisa Bracaglia. Allora la moda proponeva donne snelle e con le gambe in primo piano, grazie alla minigonna. Poi venne la contestazione e la femminilità non veniva esaltata perchè le donne si consideravano
mascoline quanto gli uomini. ‘’Oggi accade il contrario’’, prosegueBracaglia, ‘’al giorno effettuo perfino quattro operazioni di mastoplastica additiva con l’uso di protesi al silicone.

Mentre le riduzioni sono assai di meno’’.

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