Addominoplastica in chirurgia plastica

addominoplastica in chirurgia plastica
Gentile Professor Gasparotti, mi chiamo Giusy, ho 42 anni e innanzitutto le faccio i complimenti per la sua interessante rubrica. Il mio cruccio è un gran pancione pieno di smagliature, “ricordo” di due gravidanze, che non accenna a diminuire nemmeno con la dieta e la palestra che pratico regolarmente. La prego mi dica che c’è un rimedio, perché questo disagio sta compromettendo anche la mia vita di coppia e l’intimità con mio marito.

 

Cara Giusy, a nulla servono diete ed esercizio fisico nei casi in cui la parete muscolare dell’addome sia notevolmente diastasata (allentata) e, come nel tuo caso, si accompagni ad un notevole rilasciamento cutaneo. In questi casi si interviene con una addominoplastica.

Tecnicamente, questo intervento prevede in un primo momento la rimozione del grasso in eccesso, e successivamente un “rinforzo” della parete addominale con plicatura dei muscoli retti e obliqui dell’addome e riposizionamento dell’ombelico, che va “riadattato” al nuovo profilo.
Per dare maggior risalto al nuovo “punto vita”, spesso si associa all’addominoplastica una liposcultura dei fianchi.
Questo tipo di intervento, che si esegue in anestesia generale dopo aver effettuato delle analisi di routine preoperatoria, prevede una notte di ricovero ed una settimana circa di riposo a casa, prima di poter riprendere le normali attività.

La cicatrice residua all’intervento di addominoplastica è situata immediatamente al di sopra del pube, e generalmente, quanto maggiore è la quantità di pelle da asportare, tanto più lunga è l’incisione, che è comunque sottilissima e tende a schiarirsi fin quasi a scomparire nel giro di pochi mesi.
Insieme alla cute in eccesso vengono rimosse anche le smagliature che spesso si accompagnano ad una pancia “in disordine”, con un notevolissimo miglioramento d’insieme, anche dal punto di vista del benessere fisico e psicologico.

 

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