Correggere le imperfezioni del nostro corpo

Addio bamboline e maggiorate. La bellezza pura e semplice fa ormai parte del passato. Un piccolo difetto può infatti migliorare il fascino di una persona come spiega il nostro esperto prof. Marco Gasparotti.

“Il 61% delle ragazze di 18-25 anni correggerebbe qualcosa del proprio corpo, dal seno, ai glutei, fino alle cosce. Ma non le finaliste al concorso di Miss Italia: sono tutte belle senza bisturi, secondo canoni ben diversi rispetto a pochi anni fa. Tramontate ormai le ‘bamboline’, ma anche i tipi ‘burrosi’ e le maggiorate, quest’anno è la volta di bellezze ‘sfrontate’, dagli zigomi aggressivi e dal fisico palestrato senza eccessi, con glutei scolpiti e seno non enorme”. E’ decisamente positivo il giudizio sulle concorrenti al titolo di più bella d’Italia di Marco Gasparotti, chirurgo plastico di Roma.

Gasparotti ha partecipato al Convegno sulla bellezza il 9 Settembre a Salsomaggiore voluto da Patrizia Mirigliani, patron di Miss Italia, e in programma al Palazzo del Turismo della città termale. “La bellezza pura e semplice è ormai roba del passato: oggi sempre più ci si rende conto che anche un piccolo difetto può dare fascino, rendere più intriganti – spiega l’esperto. – Così, anche se alcune delle miss già fanno i conti con la cellulite, è importante capire se e come questo minimo difetto viene portato”. Insomma, l’imperfezione può essere chiave del fascino. E se gli esperti si riuniti al convegno hanno fatto il punto sulla bellezza e sui nuovi canoni estetici
femminili – forti delle indagini svolte il 28 agosto sulle 60 finaliste, sottoposte a misurazioni del volto a livello tridimensionale – Gasparotti non ha dubbi: “Il modello femminile che più piace nel 2010 è decisamente
cambiato, è diventato più androgino”.

Ad attrarre ormai “è la bellezza trasgressiva, non banale”. E se da che mondo è mondo gli uomini preferiscono le bionde, “a vincere in Italia oggi è il tipo mediterraneo
– garantisce il chirurgo plastico – dal fisico asciutto e palestrato”. Se le miss ‘snobbano’ il bisturi, le italiane invece “continuano ad essere scontente del proprio aspetto: la percentuale di chi pensa a un ritocchino
scende al 35% tra i 25 ed i 30 anni, forse perché si tratta di donne appena sposate, o prese dall’essere neomamma. Ma il dato di chi si vede un difetto risale prepotentemente al 73% dai 30 ai 35 anni: donne in carriera e in competizione con le più giovani, che non accettano le prime rughe o l’apparire di segni di stanchezza del viso, o i primi cambiamenti del corpo, come emerge da un’indagine condotta dal mio gruppo nel
periodo 2005-2010 su 5.000 donne che accompagnavano amiche che si rivolgevano alla nostra clinica”.

In barba alla Venere Cnidia, dunque, il modello a cui si ispira la donna italiana fino ai 35-40 anni “è quello di un corpo androgino, strutturato muscolarmente e con dei caratteri sessuali secondari forti: labbra carnose, seno aggressivo, glutei prepotenti. Lo zigomo alto e duro contribuisce, appunto, all’immagine di ‘bella e trasgressiva’ imposto ormai dagli stilisti e dalle case di moda”.

E gli specialisti armati di bisturi faticano a “far capire che la chirurgia estetica fatta bene è quella che ‘non si vede’, ma semplicemente valorizza le forme e i profili di un corpo acerbo o sfiorito”. Mastoplastica additiva, liposcultura tridimensionale, filler per le labbra e lipofilling (riempimento degli zigomi col proprio grasso) sono ancora gli interventi più richiesti, assieme ai lifting del viso attorno ai 35 anni, prosegue Gasparotti.

Le nuove protesi anatomiche (più di 300 forme e misure diverse) “permettono di raggiungere equilibri di forme impossibili solo 2-3 anni fa e di interpretare i sogni di ogni donna, e l’impianto
di cellule staminali prelevate dal proprio grasso consentono – conclude – di aumentare seno e glutei e di riempire il viso senza ricorrere necessariamente alle protesi”.

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