Mentoplastica per il mento sproporzionato

Un mento sproporzionato, in eccesso o in difetto,rispetto agli altri parametri del volto, conferisce, a volte, un aspetto quasi da caricatura.
Nell’immaginario collettivo il ‘cattivo’ ha sempre un mento importante, mentre la persona senza carattere ha in genere un mento sfuggente.

Nei casi di mento troppo prominente (prognatismo), o troppo sfuggente, troppo spigoloso o troppo smussato, di eccessivo o ridotto sviluppo dell’osso mandibolare, associato ad una ipo o iper tonicita’ del muscolo, si interviene con un intervento di mentoplastica.
Spesso combinata ad una rinoplastica in un solo intervento, la mentoplastica rientra nel generale concetto di profiloplastica, alla ricerca di una migliore armonia dei profili del volto.
L’eccessiva sporgenza ossea ed osseo-muscolare viene eliminata praticando un’incisione nella parte bassa della gengiva, all’interno della bocca, effettuando lo scollamento del periostio (la membrana che riveste l’osso) ed asportando la superficie ossea in eccesso ed eventuali porzioni del massetere, causa dell’ipertonicità muscolare.

L’intervento dura all’incirca un’ora e mezza, viene eseguito in sala operatoria in anestesia locale con sedazione e prevede un ricovero in regime di day hospital.
Dopo l’intervento si porterà un bendaggio elastocompressivo per tre/quattro giorni, dunque, contestualmente alla rimozione del bendaggio, si potra’ riprendere una normale vita lavorativa e sociale.
Quando il mento è poco pronunciato, poco ‘maschile’, si ricorre all’inserimento di una protesi, scelta in base alle caratteristiche del volto ed al grado di dismorfia del paziente.
A differenza dell’intervento riduttivo, la mentoplastica additiva non è irreversibile, dunque, in caso di ripensamento, la protesi può essere rimossa senza alcun problema.
Il ritorno alle normali attività dopo una mentoplastica additiva è sicuramente più rapido, massimo in un paio di giorni si può tornare al lavoro.